E-commerce

Quando servizi e prodotti digitali o del mondo reale vengono offerti attraverso piattaforme digitali, a cui si accede tramite un sito web, siamo in presenza di un’attività di commercio elettronico.

Nel 2016 erano 16 mila le aziende che facevano commercio elettronico in Italia e si stima che nel 2025 arriveranno a 50 mila. Su base regionale, la maggior parte delle attività e-commerce la troviamo in Lombardia, Lazio, Campania,Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Toscana.

  • Persone che hanno acquistato online in Italia nel 2016 29%
  • Tasso annuo medio di crescita e-commerce in Italia 2005 – 2015 34%

Vendere in internet può essere un’attività redditizia, a patto che vi sia un’attenta analisi e valutazione di tutti le variabili in gioco prima di decidere di investire nel canale. In attesa dei dati aggiornati del 2016, qui sotto si possono vedere gli aspetti quantitativi dello sviluppo di settore dal 2004 al 2015 (Fonte Casaleggio Associati):

  • 2004: €1.645.683.000
  • 2005: €2.123.495.000 -> + 29%
  • 2006: €3.286.223.000 -> + 55%
  • 2007: €4.868.336.000 -> + 48%
  • 2008: €6.364.907.000 -> + 31%
  • 2009: €10.037.544.000 -> + 58%
  • 2010: €14.357.589.000 -> + 43%
  • 2011: €18.970.504.000 -> + 32%
  • 2012: €21.154.120.000 -> + 12%
  • 2013: €22.337.275.000 -> + 6%
  • 2014: €24.188.468.000 -> + 8%
  • 2015: €28.850.766.000 -> + 19%

Nel 2106 in Italia, le persone che hanno acquistato online beni e servizi per uso personale sono state il 29% – in aumento del 10,6% rispetto al 2015 (Fonte Eurostat, dato aggiornato a febbraio 2017 per i 12 mesi precedenti; campione statistico 16-74 anni).

Il commercio elettronico in Italia presenta ancora un grande potenziale di crescita, in tutti i settori. Basti pensare che ad esempio, il mercato dei prodotti digitali (giochi, musica, film, news, e-books, software) rappresenta solo il 5% delle transazioni in rete (Eurostat, 2016).

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